
L’Ordine Ospedaliere di San Lazzaro di Gerusalemme appartiene alla grande famiglia degli Ordini Monastici Cavallereschi ed è uno tra i più antichi e gloriosi Ordini presenti in Terra Santa, prima delle crociate. Pierre Belloy, (*) Avvocato generale del Parlamento di Tolosa, fece pubblicare nel 1604 il suo lavoro: «De l’Origine et istitution des divers Ordres de Chevaliers tan ecclesiastiques que profanes» e al Cap. 9 p. 126, dedicata all’Ordine di San Lazzaro scrive: «L’Origine di questo Ordine, risalirebbe all’anno del Signore 72 d.c., e sarebbe stato istituito per la difesa dei Cristiani, dopo la morte di Gesù Cristo, perseguitati dai Sadducei, dai Farisei e dai Romani».
E’ certo però, secondo le testimonianza di S. Gregorio di Nazianze che, in uno dei sobborghi di Cesarea, esisteva un magnifico ospedale, talmente grande da sembrare una città, la cui costruzione sarebbe stata iniziata da San Basilio nel 370, 371, e da Monaci Armeni. Comunque la maggior parte degli storici concordano con l’affermazione di Papa Paolo V (1552-1621), nella sua bolla «Inter Assiduas», dove dichiara che l’Ordine esisteva nel 369 d.c. durante il pontificato di San Damaso I, quando San Basilio Magno era Arcivescovo di Cesarea.
L’Ospedale, era sotto la protezione della Chiesa Melchita Ortodossa e i Monaci Armeni indossavano un saio nero con una croce verde piana (solo nel XVI secolo divenne biforcuta). I Lazzaristi avevano adottato la regola di San Basilio (lavorare assistendo gli ammalati, soprattutto i Lebbrosi emarginati e pregare tutte le ore del giorno, con la recita di 1.300-1.400 Padre Nostro al giorno) «Ora et labora»
Cronache di Carità: la Via degli Ospedalieri di San Lazzaro attraverso i Secoli
Si narra che, nei giorni in cui la Chiesa era ancora giovane e Gerusalemme respirava l’eco dei passi degli Apostoli, alcuni uomini consacrati alla misericordia si radunarono attorno ai malati di lebbra, là dove il mondo distoglieva lo sguardo. Era l’anno 72 dopo Cristo, e la città santa era ancora intrisa del sangue dei martiri e del profumo delle prime liturgie.
Guidati dalla benedizione spirituale di San Basilio, essi fondarono una fraternità che non aveva mura né confini, ma solo un voto: servire Cristo nei più abbandonati, come pellegrini della compassione.
Così nacquero gli Ospedalieri di San Lazzaro di Gerusalemme, custodi di una luce che nessuna notte avrebbe potuto spegnere.
La Fiamma Verde della Misericordia
Attraverso i secoli, mentre regni sorgevano e cadevano, mentre crociati e pellegrini attraversavano deserti e mari, la fiamma degli Ospedalieri continuò a brillare. Era una luce verde, come il colore della speranza e della guarigione, simbolo del santo Lazzaro risorto e dei lebbrosi risollevati.
E quella luce, miracolosamente, arde ancora oggi, una fiamma che non si è mai spenta dopo due millenni gli ospitalieri di San Lazzaro di Gerusalemme continuano a vivere la stessa vocazione: servire i poveri, i malati, gli ultimi, non per dovere ma per vocazione. .
Il Tempo della Rinascita: vent’anni di opere e di grazia
Nel nostro tempo, quando il mondo sembra spesso smarrire il senso del sacro e della fraternità, l’Associazione Ospedaliera di San Lazzaro di Gerusalemme ha vissuto una nuova stagione di grazia. Per vent’anni, sotto la guida salda, saggia e luminosa profondamente radicata nella tradizione cristiana del Presidente ( Gran Priore d’Italia) Giovanni Ferrara, Cavaliere di Gran Croce con Gran Collare, l’antica missione è tornata a fiorire come un giardino nel deserto.
Sotto la sua guida la Saint Lazare Onlus e O.S.L.J. Italia hanno saputo unire memoria e futuro, spiritualità e azione concreta, custodendo l’eredità degli antichi ospitalieri e traducendola in opere vive, tangibili, necessario.
Sotto il suo comando, gli Ospedalieri hanno raccolto fondi, donato attrezzature, Alimenti, Vestiari. I contributi donati in questi 20 anni hanno contribuito alla costruzione di Scuole in Madagascar ed Haiti, Poliambulatori in Burkina-Faso ed altre terre lontane, portando conforto e solidarietà cristiana in quindici Paesi del mondo. Hanno costruito scuole dove prima c’erano solo rovine. Hanno aperto poliambulatori dove la malattia regnava sovrana. Hanno donato attrezzature mediche, strumenti di igiene, beni di prima necessità, come cavalieri che portano non spade, ma misericordia.
Ogni gesto è stato un atto di fede. Ogni opera, un frammento di Vangelo incarnato.
La Voce dei Papi, la Via della Carità
Nel cammino degli ultimi anni, gli Ospedalieri hanno trovato una guida spirituale ancora più alta: la voce dei Successori di Pietro. Sulle orme della via indicata da Papa Leone XIV, i soci dell’Associazione hanno accolto con cuore docile l’invito del Santo Padre, che li ha esortati a perseverare nella meritoria opera di assistenza e solidarietà per coloro che vivono situazioni di fragilità. Sul volto ferito dei poveri troviamo impressa la sofferenza degli innocenti e, perciò, le stessa sofferenza di Cristo (Esort. Ap. Dilexi te, 9).
E così, come antichi cavalieri che ricevono il mandato del loro sovrano spirituale, gli Ospedalieri hanno rinnovato il loro voto: servire i poveri, i malati, gli ultimi, come se fossero Cristo stesso.
La Via che Continua
Oggi, come nel Medioevo, come nei primi secoli, gli Ospedalieri di San Lazzaro camminano nella notte del mondo portando una lanterna di misericordia. Non cercano gloria, non cercano ricompensa: cercano solo di essere fedeli alla voce del Maestro che disse:
“Ciò che avete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli, lo avete fatto a me.”
E finché ci sarà un uomo ferito, una donna abbandonata, un bambino senza speranza, essi continueranno il loro pellegrinaggio, guidati dalla tradizione, dalla fede e dalla mano sicura di chi, come Giovanni Ferrara, ha saputo custodire l’eredità degli antichi cavalieri e trasformarla in opere vive.
ATTO SOLENNE DEGLI OSPEDALIERI DI SAN LAZZARO DI GERUSALEMME
Sulla Perseveranza nella Via della Misericordia, sulla Tutela delle Opere e sulla Continuità della Missione Ospedaliera
In nome della Tradizione Ospedaliera sorta in Gerusalemme nell’anno del Signore 72, sotto la benedizione di San Lazzaro della Vergine Maria e di San Basilio, memori del carisma dei Cavalieri di San Lazzaro, e fedeli al giuramento di servire Cristo nei poveri e nei malati, gli Ospedalieri riuniti in Capitolo solenne proclamano quanto segue.
I. Fedeltà alla Missione Originaria
L’Ordine Ospedaliero di San Lazzaro di Gerusalemme riconosce come propria via unica e immutabile quella della misericordia evangelica, della cura dei sofferenti e della difesa dei più deboli. Questa via, tracciata dagli antichi Ospedalieri e confermata da secoli di servizio, non può essere alterata da direttive che si discostino dallo spirito fondativo dell’Ordine.
II. L’Esortazione del Santo Padre
Accogliendo la via indicata da Papa Leone XIV, e facendo proprie le parole del Santo Padre Papa Leone XIII, che ha esortato gli Ospedalieri a perseverare nella carità verso i meno fortunati, l’Associazione rinnova il proprio impegno a proseguire nella missione:
“Servire coloro che soffrono, affinché in essi sia onorato Cristo stesso.”
III. Le Opere Compiute nel Mondo e in Italia
Gli Ospedalieri di San Lazzaro di Gerusalemme, in vent’anni di servizio, hanno operato in circa quindici Paesi del mondo, costruendo scuole, poliambulatori, centri sanitari e distribuendo attrezzature mediche e beni di prima necessità. Le opere più importanti:
2007 – Madagascar Tsarahasima Ambohimangakely (Suore Francescane della Beata Angelina) Scuola per l’infanzia;
2012 – Betlemme – Caritas Hospital Baby: Donazioni di medicine salva vita e attrezzature mediche;
2014 – Patriarca Latino di Gerusalemme Mons. William Shomali: Contributo in denaro per aiuti ai fratelli cristiani perseguitati dall’ ISIS
2015 - Congo Belga: Ospedale Kananga, donazione attrezzature sanitarie.
2015 – Burkina-Faso – Guiè: costruzione Poliabulatorio;
2018 – Haiti Missione Belem: contributo di euro 34.500 per la costruzione di un complesso scolastico.
2020 – Dakawa- Tanzania: Donazione di una pala meccanica (ruspa) HITACHI 200
Ma la loro opera non si è limitata ai Paesi del Terzo Mondo. In Italia, l’Associazione è stata presente con continuità e dedizione:
• 2009 – Terremoto di Aquila: presenza immediata con aiuti e sostegno alle popolazioni colpite.
• 2012 – Terremoto di Mirandola: raccolta fondi e contributi destinati alla ricostruzione e al sostegno delle famiglie.
• 2016 – Terremoto di Amatrice: raccolta di fondi e generi alimentari per i terremotati, con interventi diretti e coordinati.
• 2025 – Alluvione Emilia e Romagna: Donazione di n. 2 poltrone per i prelievi alla sezione A.V.S. di Camposanto (MO) distrutte dalla esondazione del 2023.
• Dal 2015 ad oggi – Milano: sostegno costante ai Frati Francescani per la mensa dei poveri, grazie alla raccolta annuale di mele organizzata dai volontari del Trentino-Alto Adige, con la consegna complessiva di 150 tonnellate di mele destinate ai bisognosi.
Queste opere testimoniano che l’Ordine vive perché vive la carità. E dove c’è carità, lì è San Lazzaro.
IV. La Tutela delle Opere e dei Beni
Per proteggere il patrimonio caritativo costruito in vent’anni di sacrifici e servizio, gli Ospedalieri dichiarano solennemente di voler:
• proseguire il proprio cammino associativo,
• mantenere viva la missione ospedaliera,
• tutelare le opere realizzate in vent’anni di servizio,
• proteggere i beni destinati ai poveri e ai malati,
In particolare, si conferma la volontà di salvaguardare:
• il patrimonio dell’Associazione O.S.L.J. Gran Priorato d’Italia,
• le patrimonio delle opere della Santa Lazare Italia
• le attività della San Lazare Italia,
da spoliazioni e affinché restino al servizio dei bisognosi e non vengano distolti dalla loro finalità originaria.
V. La Guida del Gran Priorato d’Italia
Il Capitolo riconosce che la guida del Presidente (Gran Priore d’Italia) Giovanni Ferrara, Cavaliere di Gran Croce con Gran Collare, è stata determinante per custodire la tradizione, difendere la missione e mantenere saldo il cammino degli Ospedalieri.
La sua opera rimane faro e garanzia di continuità per l’Associazione.
VI Conclusione Solenne
Noi, Ospedalieri di San Lazzaro di Gerusalemme, riuniti sotto lo stendardo verde della speranza, dichiariamo di voler proseguire la via antica, senza timore, senza esitazione, senza deviazione.
Perché la carità non può essere interrotta. Perché la misericordia non può essere spenta. Perché ciò che è stato compiuto in nome di Cristo non può essere disperso da volontà terrene.
Così dichiariamo. Così deliberiamo. Così rimaniamo fedeli.
Chiesa di San Giorgio Martire Liscate Milano, A.D. 2026 del giorno 28 del mese di febbraio.

